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Commenti

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Lavinia

Come è vero questo tuo post.
I nostri vecchi non stanno più in casa con noi. Stanno nelle case di riposo ad aspettare la loro fine. Oppure nella loro abitazione accuditi da affettuose polacche. Noi non abbiamo più tempo, non abbiamo più spazio per loro.

ma.ni.

Non credo che gli anziani smettano di temere la morte solo perché cresce in loro la consapevolezza della sua imminenza, anzi penso che proprio per questo aumenti la paura e proprio per questo l'isolamento é ancora piú brutale.

smoky

....purtroppo non è sempre così. Se fosse possibile terrei mia madre anziana a casa con me fino all'ultimo giorno dei suoi giorni, ma sono sola, senza nessuno e stare a casa ad accudire mia madre significa stare a casa dal lavoro, e con che cosa vivo? Una volta gli anziani era accuditi dai famigliari perchè la famiglia era molto più numerosa, era formata da uomini che andavano al lavoro e da donee che stavano a casa. Adesso purtroppo non è così, le cose sono cambiate e non poco. E' vero che badanti aiutano ma non sempre è possibile far morire gli anziani assieme ai propri cari.

Motore di Schietti

Una nuova sollecitazione al Sindaco di Milano

Nicola

Mi viene in mente un sito - www.41day.com - che consente di lasciare messaggi per i propri cari da scaricare ad una data prestabilita, anche tra 50 anni senza password ma inserendo risposte a domande familiari poste da colui che ha lasciato il messaggio o gli eventuali allegati. Purtroppo è solo in inglese ma l'utilità credo sia valida. Niocla

Pennanera67

Dove si va a morire?
Mi sono sempre chiesto questo al fine di potermi dare una ragione per quando arriverà la vecchiaia.

nike 42

Eliminate lo schietti non permettetegli più di sparare cazzate in un posy così tenero e struggente. Grazie

Pat

E' proprio vero quello che dici. Tristissimo e vero. Meglio fermarci con questa balla del progresso. Dove andremo a finire?

Luna

Quello di cui scrivi e' un problema complesso. Non commettiamo la faciloneria di accusare chi spesso e' costretto ad affidarsi a strutture specializzate. Il problema degli anziani bisognosi di cure si sta ingigantendo a causa di una serie di fattori. Uno di questi e' il progresso medico, che da un lato permette di prolungare la vita, ma dall'altro non e' in grado di ganrantire la qualita' dell'esistenza. Cosi', mentre in passato lunghe agonie erano rare, ora ci sono sempre piu' persone che passano decenni della loro vita in condizioni di disabilita' troppo gravi per essere accuditi in casa. Un altro fattore e' i tempi piu' lunghi con cui ci facciamo una famiglia. Facendo figli sempre piu' tardi, e' sempre piu' frequente che l'impegno dei figli piccoli coincida con quello dei genitori anziani da accudire, una situazione spesso troppo gravosa per chi e' solo o non ha una famiglia numerosa.

michele isola

Non so la statistica di quanti vecchi si ritrovano all'ospizio,ma c'è stata mia madre ed effettivamente è una cosa squallida ma che urta contro una certa necessità.Io dovrò trovare un metodo per non finirci.Si posteggiano i genitori in attesa della morte liberatrice,ma chi può permettersi un'assistenza migliore?

michele isola

scrtto

michele isola

Veramente tragigo finire all'ospizio assieme ai vecchi bavosi e fuori di testa senza più le tue cose e i tuoi cari meglio morire prima magari suicidarsi.

Giulia

Sono d'accordo con te... Ciao giulia

michela

Mi associo a Ma.ni: perchè criticare il fatto di mettere i vecchi in casa di riposo??? non si può fare altro. A meno che una figlia, o nuora, si licenzi dal lavoro e resti a casa a badarci. E con cosa vive, poi? e se dopo alcuni anni, morto l'anziano, vuol cercare di reinserirsi sul lavoro??? sarebbe forse facile per lei? Oltretutto riflettete un attimo su quello che vuol dire avere un anziano in casa: mica tutti sono in gamba, mica tutti hanno il cervello integro fino alla fine. Io ne ho sentite di ogni, anziani ciechi che si ostinavano a voler cucinare maneggiando pentole piene di roba bollente, anziani che mettevano nel frigorifero i loro pannoloni usati, che tagliavano con le forbici i vestiti dei parenti (è successo a me) e che mettevano sul fuoco dei fornelli le ciotole di plastica. No, prima di criticare pensate a cosa sono certi anziani: bisogna fargli la guardia come ai bambini di un anno, non li si possono lasciare soli. In una casa privata questo è IMPOSSIBILE, mi dispiace ma trovo le case di riposo l'unica soluzione. E non diciamo che sono isolati: non è affatto vero, spesso ci trovano più stimoli e più compagnia che a casa propria, dove sono DAVVERO soli.

silvano toffolutti

Da molti anni mi occupo di disabilità , quindi anche di vecchiaia, ho progettato e fatto realizzare parecchie residenze protette che funzionano molto bene ma che comunque, checchè se ne dica sempre dei ghetti sono.La soluzione migliore è quella delle Residenze Servite dove in miniunità immobiliari inserite in un'unico complesso dotato di servizi generali comuni, aperti anche all'esterno , gli inquilini si sentono a casa loro ma nello stesso tempo hanno le protezioni ed assitenze necessarie e differenziate.Se da un lato i costi possono sembrare alti, dall'altro in alcuni servizi si risparmia e sopratutto si stimola l'autosufficienza delle persone salvaguardando la loro identità.
Purtroppo se ne fanno poche ed un apposito finanziamento del Ministero dei LLPP ( allora sottosegretario Mattioli) è stato congelato dal governo berlusconiano. Speriamo riprenda anche se saranno necessari nei prossimi auspicabili bandi dei miglioramenti tipologici per diminuire i dimensionamenti spesso esagerati. arch.Silvano Toffolutti past-presidente di Federcasa Servizi.

ezio

Io sto sulle soglie della vecchiaia e quindi ho titolo. Un buon ospizio non sarebbe neanche male; il fatto è che ci vorrebbe più assiduità da parte dei familiari. I quali, però, non hanno solo il problema del lavoro: hanno anche gli amici, le vacanze, lo shopping ecc ecc

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gli ospizi bisogna viverci dentro almeno quel tanto che basta per scappare

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dentro gli ospizi bisogna viverci dentro quel tanto che basta per scappare il più lontano possibile

marco

se avessi saputo che fare il pensionato è cosi' bello e rilassante non sarei mai andato a lavorare, ora mi mettono anche allo spizio , cosa voglio di piu' !

Metodista

Un giorno la mia amatissima bisnonna fu messa in casa di riposo. Troppo vecchia, troppo vecchia mia nonna, che non riusciva a seguirla, troppo incasinati o distanti i nipoti... per lei fu una discesa nella demenza senile. Poi un giorno, mentre io ero là con un musoi lunghissimo a cercare di parlare con lei, le si sono accesi gli occhi, mi ha guardato con serietà e mi ha detto " Forsi xe meio che no te vien più qua." Io le ubbidii, dolorante.
Due mesi dopo era morta e un altro pezzo della nostra memoria è andato perduto.
Che brutta società è una società che toglie agli anziani la possibilità di dare un contributo. E solo perché non sono più produttivi. Solo perché la loro esperienza non può essere trasformata in "ricchezza", in PIL.

pincopallina

E' tutto vero. I nostri poveri vecchietti, se sono molto anziani si portano alla casa di riposo e si dicono anche tante bugie, che sembra un albergo, un ristorante e noi continuiamo a lavorare e ci scordiamo che a questa scelta non c'è più molto tempo. A venirci incontro spesso sono strutture private anche tenute bene ma resta sempre un luogo impersonale dove all'anziano si lascia solo la foto di qualche caro sul comodino,la madonnina e nella mente tanti pensieri che se ne vanno.La vita scorre sempre uguale, la colazione, il terapista il pranzo un po' di svago e qualche parente che viene ed è festa,poi tutto uguale sino alla fine.Perche non chiamarli malati terminali? Invece,presso una RSA che purtroppo conosco, c'è anche la disciplina del collegio.Solo una povera ora per le visite dei parenti ed il direttore sanitario o chi per lui,non pensa che allontana la famiglia a chi sta per giungere al traguardo della vita. Però devo aggiungere che i corridoi e tutto sono tirati a lucido e se non si sta attenti quando si varca la porta di entrata, c'è chi sta sempre con lo straccio in mano e ti pulisce anche gli occhiali insieme alla vetrata. Si pensa troppo a tutto, tranne a chi sta per prendere l'ultimo treno, non si pensa ai vecchi, hanno orari rigidi anche per vedere i figli e nipoti. L'unica libertà è di morire quando vogliono.Questa è l'indifferenza che circonda gli anziani di oggi, e forse un giorno toccherà anche a noi....chissà!Bel futuro che ci attende!

ma

due cambiamenti fondamentali nella seconda metà del '900: i progressi medici che rendono posibile sopravvivere a molti malanni, e diventare grndi anziani, ma non garantiscono l'autosefficienza fisica e mentale. quindi grandi vecchi si, e tanti, ma quelli "in gamba" sono l'eccezione dopo gli 80 anni ( confermo quel che ha scritto michela). Poi: le donne lavorano, stanno fuori casa, e non possono più darae a casa vecchi e bambini: solo che per la casa ci si arrangia, lavatrice e cucine a gas hanno cambiato la vita, bambini se ne fanno molti meno, e tra baby sitter e asili nido si passano quei 5 7 anni micidiali in attesa che crescano..e i vecchi? invecchiando non si migliora, e la medicina fa sopravvivere anche per anni, decenni, ma sempre meno autosufficienti e consapevoli, e le famiglie ( lavorano tutti, o vivono lontano) finchè possono li seguono, poi cercano una badante per tenerli comunque in casa loro tra le loro cose, infine arriva il tempo della Residenza per anziani ( e tralascio le situazioni in cui gli anziani hanno rotto i ponti con i loro figli da decenni, per cui non esiste altro che astio e rancore reciproco). Chi ricorda i vecchi tempi e la cura per gli anziani di allora, non tiene conto che gli anziani oltre gli 80 anni erano pochi, che certe malattie non si trascinavano così a lungo, e che c'era sempre una donna sacrificata alla cura dei vecchi di casa.

ma

un pò ho conosciuto direttamente di questo problema, e penso due cose: che i rapporti si devono coltivare prima tra genitori e figli, perchè dopo non c'è più tempo e tutto peggiora.
e poi, visto che le risorse economiche sono limitate, che sarebbe meglio poter vivere pienamente quando lo si può ancora fare, e non trascinare a lungo gli ultimi anni dell'esistenza quando questa è diventata penosa e inconsapevole.

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Carosello

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