Una contraddizione che trovo spesso in ambienti che dovrebbero essere dedicati al bene altrui(sanità, sociale, cultura, volontariato, arte...) è che anche in questi ambienti si ricreano gli stessi meccanismi perversi che pervadono l'intera società..
La rincorsa al potere, alla ricchezza(che non sempre è un male), alla sopraffazione.. è inutile che ce la raccontiamo.. anche quelli che spesso pensano di dover cambiare il mondo in meglio, a volte si comportano come quelli che il mondo lo peggiorano giornalmente senza ritegno...
La verità è che ci sono forme di ignoranza molto subdole, molto nascoste, molto insite nella nostra coscienza. E' duro rendersene conto, ma necessario.. spero di essere riuscito a farlo, almeno a volte...
C'è possibilità di cambiamento? si.. Ma richiede un'autoanalisi profonda che non tutti, non sempre, siamo in grado di fare..
Il cambiamento nel mondo però dipende da noi stessi, sono stanco di aspettare che venga dall'alto, che cambi la politica.. come posso pretendere che il politico si comporti meglio quando cerco di sopraffare chi mi sta vicino?
E il problema della faccia di Briatore(di cui si parla nel post di Luciano) non è la sua ricchezza, ma essere lo specchio dei tempi, il riflesso della nostra anima poco lucida... perché poi noi che ne sappiamo di Briatore? A pelle non mi sta simpatico, ma potrebbe essere nel suo intimo la migliore persona del mondo..
V.
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