E mentre il governo italiano lotta in Europa per non applicare restrizioni alle emissioni in atmosfera(costerebbero troppo alle imprese in un momento di crisi, almeno così ci viene raccontato) non posso fare a meno di pensare al fatto che non piove più.
Non piove più, da mesi, ha fatto qualche goccia a settembre e poi basta..
L'anno scorso dicevamo la stessa cosa, l'anno prima pure.
Eppure ce ne siamo sbattuti, abbiamo continuato indifferenti col nostro tran tran quotidiano. Stesse automobili(anzi di più), stesse abitudini, stesse fabbriche...
Sembra che a noi finchè non smetteremo di mangiare, niente ci faccia paura. Niente ci possa riguardare.
Come disse Gaber: io non mi sento italiano. Nel mio caso forse dovrei dire: non mi sento occidentale.
La depressione sociale, economica, relazionale, ambientale, militare, aleggia sopra le nostre teste ma noi continuiamo a pensare al w.e., a come fregare il nostro collega, a come pagare meno le rate del mutuo.
Coloro che ci rappresentano, volontariamente o involontariamente, sono lo specchio delle nostre anime, vuote, infeconde, tristi, attaccate al poco che ci viene concesso.
V.
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