E così è apparso un articolo di Pansa su IlGiornale.
Era da tempo che ci pensavo, doveva avvenire.
Pansa è uno dei miei giornalisti preferiti, condivido anche molte delle indagini(revisionismi) che ha fatto sulla resistenza, sul triangolo rosso e in generale sugli errori dell'antifascismo.
Ho letto anche alcuni suoi vecchi libri di inchiesta, come il Malloppo.
C'è una cosa che però mi ha colpito ultimamente, non dice mai nulla sulla destra.
Per un giornalista che si definisce di sinistra è quanto meno curioso. Ed infatti ho l'impressione che la strada che ha intrapreso sia quella di altri giornalisti "di sinistra"(come il compianto Renzo Foa), cioè parlare solo ed esclusivamente degli errori della Sinistra storica, della sinistra attuale, etc.. e poi inevitabilmente finire a scrivere sui giornali di destra.
Insomma uomini che cambiano carro, il che è del tutto legittimo, ma non si spaccino per giornalisti al di sopra delle parti.
Del resto il problema italiano principale è la mancanza di una classe giornalistica decente.
Continuerò a seguire Pansa, ma con gli occhi aperti, non lo attacchero' come fanno gli ex partigiani(ed io non lo sono), ma lo leggero' e lo ascolterò con la giusta dose di consapevolezza.


Per anni, Pansa era stato uno dei miei giornalisti preferiti: scrittura al vetriolo, spirito libero, antenne prontissime, forte senso etico. Poi (sinceramente non capisco il perchè) è cambiato. Sempre più a destra, sempre più a senso unico. Mutando pelle (e scrittura). E adesso (da quando se ne è andato dall'Espresso) non lo leggo più.
Mi suscita un profondo fastidio. Giorgio Bocca gli ha tolto il saluto. Io (che non lo conosco personalmente) gli ho tolto la lettura.
Scritto da: luciano / idefix | giovedì 28 maggio 2009 a 08:49